Novità e comunicati da AlgordanzaLETTERA APERTA AL SINDACO DI RONCADELLE Monday, August 09, 2010
|
ALGORDANZA ITALIA
agosto 2010
|
|
Caro sindaco, perché non scegliere una forma di sepoltura alternativa ?
... come i diamanti dalle ceneri di cremazione, ad esempio
Quello di Roncadelle non è l’unico comune in Italia ad avere problemi di spazio per tumulare nuovi feretri o urne. I cimiteri italiani rispondono a logiche urbanistiche che oramai non sono più in grado di soddisfare i bisogni dei cittadini, sia in termini di spazio che di adeguatezza alla necessità di condividere ed elaborare il lutto.
I cimiteri, al giorno d’oggi, hanno perso la loro originaria vocazione di luoghi della memoria e di condivisione. I cimiteri, al contrario del passato, sono collocati nelle periferie delle città, sono freddi, spesso squallidi, talvolta pericolosi. Anche per questo motivo sempre più persone ricorrono alla pratica della dispersione delle ceneri, che ha però il difetto di ridurre la componente sociale.
Quindi, caro Sindaco, perché non lasciare i propri concittadini morire in pace suggerendo nuove forme di sepoltura in armonia con l’evoluzione scientifica e tecnologica e, come dimostra la diffusione a livello mondiale, assolutamente in sintonia con la sensibilità e i desideri di molti? I Diamanti delle Memoria (ottenuti in laboratori svizzeri esclusivamente dalle ceneri di cremazione per opera della società Algordanza) sono prassi in molti paesi, anche europei, e sono da poco disponibili in Italia.
Offriamo dunque l’opportunità di diamantificare le ceneri. Non è una provocazione, ma una reale soluzione ai problemi da Lei messi in evidenza.
|
Read More |
| ALGORDANZA PRESENTE ALLA FIERA DI BOLOGNA DAL 26 AL 28 MARZO 2010 Monday, March 22, 2010
|
ALGORDANZA ITALIA
marzo 2010
|
|
Diamanti dalle ceneri di cremazione al Tanexpo
Algordanza Italia e la svizzera Algordanza SA parteciperanno all’esposizione internazionale di arte funeraria e cimiteriale di Bologna.
Algordanza sarà a disposizione dei signori giornalisti presso il proprio stand nel padiglione 22, Swiss-German-Austrian corner. Saranno per l’occasione presenti: uno dei fondatori della società madre Algordanza SA, Rinaldo Willy, e i soci fondatori della società italiana, Walter José Mendizza, Christina Sponza e Federico Pagliari.
Per maggiori informazioni e per ottenere immagini fotografiche in alta risoluzione adatte alla pubblicazione si prega di chiamare il telefono mobile +39 348 8213261.
| Read More |
| CULTURA CHE VAI… SEPOLTURA CHE TROVI Friday, March 19, 2010
|
ALGORDANZA ITALIA
19 marzo 2010
|
|
E’ noto che i costumi funerari variano da cultura a cultura. Noi tutti pensiamo che l’inumazione sia la forma di sepoltura più “normale”, invece non è così. La “nostra” inumazione proviene fin dall’antichità dal culto dei morti nella Grecia: ogni casa aveva un apposito luogo per le sepolture domestiche; addirittura non era possibile neppure costruire una casa senza riservare in essa un spazio ai propri defunti.
L’inumazione e la cremazione ebbero fortune alterne. Sembra sia stato il mitico re di Atene Cecrope (rappresentato come un uomo rettile con corpo da uomo e coda di serpente) figlio della Madre Terra che impose i primi segni di civiltà, come l'abolizione dei sacrifici cruenti, il principio della monogamia e l'uso di seppellire i morti. Successivamente, nei tempi di Omero, coesistevano i due modi di sepoltura: inumazione e cremazione per poi avere una prevalenza di cremazioni. Le urne cinerarie erano solitamente deposte sul terreno, senza alcun riparo, tranne che per i cittadini importanti che meritavano riconoscenza dalla patria. In tal caso le ceneri erano conservate in urne d’oro, d’argento, di bronzo o di pietra lavorata e facevano parte del tempio. Poi all’epoca dei grandi pensatori Platone, Aristotele, Pitagora prevalse di nuovo l’inumazione.
Curiosamente, la legge vietava di bruciare i bambini e questa regola si estese in molti paesi, tanto che passò a far parte delle XII Tavole, il corpo di leggi compilato nel 450 a.C. In quasi tutti i paesi che usavano la cremazione vigeva comunque la regola che i bambini si dovessero sotterrare. I Greci poi passano il loro retaggio culturale ai Romani.
Il culto dei morti è espressione di sentimenti radicati profondamente nella natura umana, dopo l'istinto della conservazione. Le ricerche archeologiche, presentano una ricca documentazione dalla quale si evince che nei diversi periodi della storia, in quasi tutte le culture accanto all'inumazione dei cadaveri si è usata anche la cremazione. Anche l’atteggiamento dei Romani dinanzi alla morte fu fortemente influenzato dalla cultura ellenica sin dall'età arcaica. Il grande processo evolutivo nella civiltà romana fu dunque conseguenza dei profondi mutamenti avvenuti nella cultura e società greca.
La prossima sepoltura dell’umanità: il Diamante della Memoria
Da qualche anno a questa parte, è possibile trasformare le ceneri di cremazione di una persona in un diamante: il Diamante della Memoria. Oggi è sempre più urgente assistere le persone ed aiutarle a pensare alla morte in modo meno evasivo di quanto in realtà si faccia. Si tratta di una tappa che non può essere tolta dall’orizzonte più o meno imminente sulla vita di ciascuno. Il Diamante della Memoria, è una forma di sepoltura che si rivela educativa per interiorizzare la fragilità connessa alla vita. Algordanza confida in questa nuova forma di sepoltura. Il Diamante è il santuario della memoria che ci fa vivamente umani; un ponte che ci unisce con l’aldilà, che infonde una dimensione diversa alla nostra vita: ce la profuma, ci rinfresca le giornate, ci riempie l’anima e nutre il desiderio di immortalità che si cela nel nostro cuore.
| Read More |
| L'ELABORAZIONE DEL LUTTO E IL DIAMANTE DELLA MEMORIA Monday, March 23, 2009
|
ALGORDANZA ITALIA
23 marzo 2009
|
|
La morte di una persona cara può scatenare molti turbamenti, con emozioni contrastanti che vanno da una profonda angoscia, una tristezza disperata, ad un senso quasi di sollievo qualora la vita che si è conclusa sia stata di dolore e di sofferenza. Ad esempio, non pochi provarono un sentimento di liberazione al termine della tragica vicenda di Eluana Englaro; tanto che quando si seppe della notizia della sua morte, davanti alla clinica La Quiete di Udine, alcuni si abbandonarono ad un applauso sincero, commosso e liberatorio.
Fin dai tempi più antichi, un ruolo fondamentale nell’elaborazione del lutto l’hanno avuto le religioni e la speranza in una vita ultraterrena. Ai nostri giorni, la teoria preminente si basa sulla necessità di concedersi il tempo per soffrire. Secondo alcuni autori, il percorso del lutto varia più o meno dagli 8 ai 18 mesi ed è costituito da varie fasi. John Bowlby psicoanalista britannico (26/2/1907 – 2/9/1990) ha elaborato la “teoria dell’attaccamento”, in essa sono state ipotizzate quattro fasi del lutto:
1. E’ una prima fase di disperazione acuta, caratterizzata da stordimento e protesta. Vi può essere immediato rifiuto e sono comuni crisi di rabbia e di dolore. La fase può durare da alcuni momenti a giorni e può interessare periodicamente la persona afflitta per tutta la durata del processo di lutto.
2. E’ una fase d'intenso desiderio e di ricerca della persona deceduta; è caratterizzata da irrequietezza fisica e da preoccupazione eccessiva verso il morto. La fase può durare alcuni mesi o anche anni in forma attenuata.
3. Descritta come una fase di disorganizzazione e di disperazione, la realtà della perdita comincia a essere accettata. Domina una sensazione che la vita non sia reale e la persona afflitta sembra essere chiusa in se stessa, apatica e indifferente. Spesso si verificano insonnia e calo ponderale così come la sensazione che la vita abbia perso il suo significato. La persona addolorata ricorda costantemente lo scomparso; insorge un inevitabile senso di delusione quando la persona che ha subito la scomparsa di una persona amata riconosce che i ricordi sono solo ricordi.
4. E’ una fase di riorganizzazione, durante la quale gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e la persona afflitta comincia ad avvertire un ritorno alla vita. La persona perduta viene ora ricordata con un senso di gioia, ma anche di tristezza, e la sua immagine viene interiorizzata.
L'elaborazione del lutto può aver luogo in diversi modi. Quello più classico consiste nell’elaborazione attraverso la c.d. “rappresentazione”; la persona amata perduta non può essere ritrovata nel mondo esterno e quindi viene ricostruita nel mondo interiore dell'individuo in lutto. Frequente, e spesso complementare, è il bisogno di ritrovare la persona attraverso una raffigurazione di essa nel mondo reale.
Recentemente, questi due approcci hanno trovato una nuova modalità di espressione attraverso una diversa forma di sepoltura: la trasformazione delle ceneri di cremazione in un diamante, il cosiddetto Diamante della Memoria. Il diamante ottenuto dalla cremazione è l'estrema sintesi della persona scomparsa e può in alcuni casi costituire un'accettazione almeno parziale del lutto, incanalando l'angoscia e la disperazione associate al dolore.
Come per la terapia, lo scopo del Diamante della Memoria è quello di accompagnare, non togliere il dolore. Avere in mano tale diamante consente di mitigare la solitudine, di alleviare l'abbandono, di addolcire la lontananza. Con il diamante, la pietra più preziosa, più dura e più eterna che esista, è possibile trovare un nuovo equilibrio, è possibile iniziare il lento processo di ridefinizione del nostro mondo e della nostra realtà, privati della presenza della persona cara, ma confortati al cospetto del suo diamante. In tal senso Il Diamante della Memoria potrebbe inoltre risultare un valido aiuto anche nel caso di lutti patologici.
|
|
| DIAMANTI DELLA MEMORIA ALGORDANZA SU RAI TRE Sunday, February 08, 2009
|
ALGORDANZA ITALIA
8 febbraio 2009
|
|
Domenica 8 febbraio alle ore 23.30, nel corso del talk show Tatami condotto da Camila Raznovich in onda su Rai Tre, si parlerà del tema della morte e della percezione della stessa nella cultura moderna. All’interno della trasmissione sarà dedicato uno spazio anche ai Diamanti della Memoria Algordanza, ottenuti dalle ceneri di cremazione.
Le riprese del video riferito ad Algordanza sono state effettuate a Berna presso il Museo della Comunicazione.
Il video: link
|
|
|
 |
|
|
ALGORDANZA Italia Srl - Via Edgardo Negri 9, IT-00128 Roma
P.I./C.F. e n. iscriz. Registro delle Imprese di Roma: IT-10168781002 - Capitale Sociale: Euro 10.000 i.v.
© Algordanza Italia Srl 2008, tutti i diritti riservati
|
|
|