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L'ELABORAZIONE DEL LUTTO E IL DIAMANTE DELLA MEMORIA
Monday, March 23, 2009 


ALGORDANZA ITALIA
23 marzo 2009
 

 

La morte di una persona cara può scatenare molti turbamenti, con emozioni contrastanti che vanno da una profonda angoscia, una tristezza disperata, ad un senso quasi di sollievo qualora la vita che si è conclusa sia stata di dolore e di sofferenza. Ad esempio, non pochi provarono un sentimento di liberazione al termine della tragica vicenda di Eluana Englaro; tanto che quando si seppe della notizia della sua morte, davanti alla clinica La Quiete di Udine, alcuni si abbandonarono ad un applauso sincero, commosso e liberatorio.

Fin dai tempi più antichi, un ruolo fondamentale nell’elaborazione del lutto l’hanno avuto le religioni e la speranza in una vita ultraterrena. Ai nostri giorni, la teoria preminente si basa sulla necessità di concedersi il tempo per soffrire. Secondo alcuni autori, il percorso del lutto varia più o meno dagli 8 ai 18 mesi ed è costituito da varie fasi. John Bowlby psicoanalista britannico (26/2/1907 – 2/9/1990) ha elaborato la “teoria dell’attaccamento”, in essa sono state ipotizzate quattro fasi del lutto:
1. E’ una prima fase di disperazione acuta, caratterizzata da stordimento e protesta. Vi può essere immediato rifiuto e sono comuni crisi di rabbia e di dolore. La fase può durare da alcuni momenti a giorni e può interessare periodicamente la persona afflitta per tutta la durata del processo di lutto.
2. E’ una fase d'intenso desiderio e di ricerca della persona deceduta; è caratterizzata da irrequietezza fisica e da preoccupazione eccessiva verso il morto. La fase può durare alcuni mesi o anche anni in forma attenuata.
3. Descritta come una fase di disorganizzazione e di disperazione, la realtà della perdita comincia a essere accettata. Domina una sensazione che la vita non sia reale e la persona afflitta sembra essere chiusa in se stessa, apatica e indifferente. Spesso si verificano insonnia e calo ponderale così come la sensazione che la vita abbia perso il suo significato. La persona addolorata ricorda costantemente lo scomparso; insorge un inevitabile senso di delusione quando la persona che ha subito la scomparsa di una persona amata riconosce che i ricordi sono solo ricordi.
4. E’ una fase di riorganizzazione, durante la quale gli aspetti acuti del dolore cominciano a ridursi e la persona afflitta comincia ad avvertire un ritorno alla vita. La persona perduta viene ora ricordata con un senso di gioia, ma anche di tristezza, e la sua immagine viene interiorizzata.

L'elaborazione del lutto può aver luogo in diversi modi. Quello più classico consiste nell’elaborazione attraverso la c.d. “rappresentazione”; la persona amata perduta non può essere ritrovata nel mondo esterno e quindi viene ricostruita nel mondo interiore dell'individuo in lutto. Frequente, e spesso complementare, è il bisogno di ritrovare la persona attraverso una raffigurazione di essa nel mondo reale.
 
Recentemente, questi due approcci hanno trovato una nuova modalitĂ  di espressione attraverso una diversa forma di sepoltura: la trasformazione delle ceneri di cremazione in un diamante, il cosiddetto
Diamante della Memoria. Il diamante ottenuto dalla cremazione è l'estrema sintesi della persona scomparsa e può in alcuni casi costituire un'accettazione almeno parziale del lutto, incanalando l'angoscia e la disperazione associate al dolore.

Come per la terapia, lo scopo del Diamante della Memoria è quello di accompagnare, non togliere il dolore. Avere in mano tale diamante consente di mitigare la solitudine, di alleviare l'abbandono, di addolcire la lontananza. Con il diamante, la pietra più preziosa, più dura e più eterna che esista, è possibile trovare un nuovo equilibrio, è possibile iniziare il lento processo di ridefinizione del nostro mondo e della nostra realtà, privati della presenza della persona cara, ma confortati al cospetto del suo diamante. In tal senso Il Diamante della Memoria potrebbe inoltre risultare un valido aiuto anche nel caso di lutti patologici.

 

DIAMANTI DELLA MEMORIA ALGORDANZA SU RAI TRE
Sunday, February 08, 2009 


ALGORDANZA ITALIA
8 febbraio 2009
 

 

Domenica 8 febbraio alle ore 23.30, nel corso del talk show Tatami condotto da Camila Raznovich in onda su Rai Tre, si parlerà del tema della morte e della percezione della stessa nella cultura moderna. All’interno della trasmissione sarà dedicato uno spazio anche ai Diamanti della Memoria Algordanza, ottenuti dalle ceneri di cremazione.
Le riprese del video riferito ad Algordanza sono state effettuate a Berna presso il Museo della Comunicazione
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Il video: link

 

SI SPOSA COL DIAMANTE DELLA FIDANZATA MORTA
Tuesday, January 27, 2009 


ALGORDANZA ITALIA
27 gennaio 2009
 

 

Secondo quanto riportato da "The London Paper", Alan Hooley, esperto britannico in design di 25 anni, ha deciso che la morte non sarĂ  un ostacolo al suo amore e celebrerĂ  il proprio matrimonio nonostante la fidanzata sia morta 6 mesi fa. Charlotte Simpson, di 21 anni, morì infatti in un incidente automobilistico nell’ottobre scorso. In quel periodo, entrambi avevano deciso di sposarsi e stavano pensando ai dettagli delle nozze. Con infinito dolore Alan ha deciso di portare avanti il desiderio della sua fidanzata e celebrerĂ  il matrimonio davanti a 250 invitati, vestendo di bianco e facendosi portare alla cerimonia dallo stesso carro di cavalli che Charlotte aveva scelto. In effetti, i resti della fidanzata saranno presenti alla cerimonia giacchĂ© lo sposo porterĂ  al collo una catena con un diamante proveniente dalle ceneri della defunta Charlotte: un gioiello di  7.500 euro.
 
Convertono le ceneri di cremazione in diamanti
La persona amata, sul piano poetico, è un gioiello, uno smeraldo di virtuosi riflessi, un diamante la cui pulitura è levigata dall’affetto e dall’attesa dei ricordi. Ma quando l’amato muore, la pietra preziosa dell’amore sparisce ed in molti casi finisce in cenere. Passato lo choc della cremazione, è in questo momento che la scienza e la tecnica permettono di diventare, letteralmente, il diamante che il proprio amato è sempre stato.
 
In quindici settimane
Questa è la filosofia dell'azienda svizzera Algordanza che sta rivoluzionando il settore funerario con la sua proposta di una nuova forma di sepoltura: convertire le ceneri del defunto in un diamante sintetico. Questa pietra preziosa si estrae dal carbonio che si trova nelle ceneri della persona deceduta.
In circa quindici settimane, il diamante smussato dall’attrito dell’amore e da un investimento che va dai 3.600 euro a poco più di 15.000 euro, dipendendo dalla caratura della preziosa pietra, è una realtà fisica. A tale prezzo ci si assicura che siano i laboratori svizzeri di Algordanza, attraverso un procedimento chimico/fisico, a trasformare le ceneri in carbonio: l’elemento base del diamante. Infine, nel prezzo è compreso anche il taglio e la pulitura del diamante secondo la preferenza della famiglia. I diamanti possono essere trasparenti oppure di un naturale leggero colore azzurro e, su richiesta, è possibile inserire un’iscrizione sul diamante tramite una micro incisione al laser.

Gioiello puro
La cremazione è una pratica sempre più estesa in Europa e ciò implica un maggiore numero di possibili diamanti. Fino ad oggi, aziende americane avevano sviluppato metodi simili ma con l’aggiunta di additivi. E’ stato invece a partire dagli studi sviluppati dall’Accademia delle Scienze di Mosca che si è riusciti a conseguire un processo di purificazione che permette di ottenere un gioiello fatto esclusivamente dalle ceneri di cremazione.

Naturale o sintetico?
I diamanti naturali provengono dalla cristallizzazione del carbonio dopo migliaia di anni di pressione. Alla fine degli anni cinquanta, la General Electric Company sviluppò il primo diamante sintetico sottoponendo la grafite a pressioni e temperature estreme. I diamanti di un defunto seguono un processo simile, ma a partire dalle ceneri
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«GOODBYE & HELLO: DIALOGO CON L'ALDILA'»
Wednesday, January 14, 2009 


ALGORDANZA ITALIA
14 gennaio 2009
 

 

E' in corso di svolgimento, fino al 5 luglio 2009,  la mostra «Goodbye & Hello: Dialogo con l'aldilà» presso il Museo della Comunicazione di Berna.
La mostra, dedicata alla morte e alla vita dopo la morte, raccoglie oggetti, esperienze ed episodi relativi al contatto con il mondo dei morti. In questo contesto è ospitato anche un
Diamante della Memoria Algordanza, ottenuto dalle ceneri di cremazione e rappresentativo del perdurare del legame con la persona cara scomparsa.

Nella mostra sono presenti documenti, anche audio-video, di sicuro fascino ma di altrettanto dubbia validitĂ  scientifica, tuttavia, la mostra non ha lo scopo di dimostrare l'esistenza dell'aldilĂ  ma di  testimoniarne le diverse forme di rappresentazione.
L'esposizione è organizzata su tre temi principali:
- la comunicazione dei vivi verso i morti attraverso il coinvolgimento emotivo e la partecipazione al lutto (in questo ambito si può collocare, ad esempio, l'esperienza commemorativa del diamante Algordanza);
- la comunicazione dei morti con i vivi per mezzo di apparizioni paranormali;
- il dialogo tra vivi e morti (ad esempio tramite esperienze medianiche).

La comunicazione dei vivi nei confronti dei morti è sicuramente l'esperienza più comune, quella provata dalla maggior parte delle persone. Quando avviene la perdita di una persona cara è razionalmente difficile rinunciare al "dialogo" con essa. Il funerale e le necrologie, ad esempio, sono ambiti nei quali ci si continua a rivolgere a chi non è più in vita. Parimenti si fa va quando ci si reca in cimitero, si osserva l'urna custodita a casa o si contempla un diamante realizzato con le ceneri; sono tutti luoghi di commemorazione e di comunicazione silenziosa. Quindi, sebbene le varie testimonianze dell'esistenza dell'aldilà ci appaiano spesso tanto infondate quanto inspiegabili, non possiamo negare che nell'esperienza luttuosa di ciascuno di noi vi sia stato un momento di abbandono al bisogno di rivolgersi idealmente alla persona deceduta.

 

DIAMANTE DELLA MEMORIA ALGORDANZA E DIAMANTE DEL RICORDO LIFEGEM
Wednesday, December 03, 2008 


ALGORDANZA ITALIA
3 dicembre 2008
 

 

NON SOLO PER RICORDARE

Questo articolo è scritto per mettere in evidenza alcune peculiarità del Diamante della Memoria Algordanza a confronto con il Diamante del Ricordo LifeGem, due “prodotti” apparentemente simili ma che rivelano caratteristiche profondamente diverse dal punto di vista del procedimento di realizzazione e dell’essenza della composizione, così come riscontrabile dai siti internet ufficiali delle due aziende.

Non è nostra intenzione esaltare l’uno a scapito dell’altro ma semplicemente elencare gli elementi distintivi a giovamento della chiarezza di informazione. Siamo altresì disponibili ad integrare quanto scritto con gli eventuali suggerimenti che dovessero pervenire dalla società LifeGem Italia.

Il carbonio
Il carbonio utilizzato da Algordanza è ricavato esclusivamente dalle ceneri di cremazione, senza aggiunta di altro carbonio e senza inclusione di sostanze estranee. 
Colorazione
La colorazione con sfumature di azzurro del diamante Algordanza dipende esclusivamente dal naturale contenuto dell’elemento boro nelle ceneri e non dall’aggiunta artificiale di altri elementi chimici.
Il diamante come forma di sepoltura
I diamanti Algordanza sono ottenuti soltanto dalle ceneri di cremazione e non da altre sostanze organiche, inoltre, tutte le ceneri di un’urna subiscono il processo di trasformazione e la creazione del diamante rappresenta l’estrema sintesi della concentrazione sotto forma di gemma.
Il rispetto della legge italiana
In conformità con quanto previsto dalla Legge Italiana, Algordanza tratta contemporaneamente la totalità delle ceneri contenute in un'urna e non ne chiede l’invio di una porzione soltanto.
Animali
Algordanza non manipola ceneri animali non ritenendo opportuna la loro trasformazione negli stessi laboratori e con i medesimi macchinari utilizzati per le ceneri umane.
Certificazione
Tutto il processo di produzione dei diamanti Algordanza avviene in Svizzera ed è garantito dalla certificazione DIN EN ISO 9001.
 


 



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